andrea novara

Boot prompt

Sono nato alla fine del '76, l'anno in cui il TCP/IP veniva incorporato nella variante UNIX di Berkeley e in cui veniva presentato il primo modello di CRAY. Il mio primo computer invece è stato un ben più modesto Commodore64, all'età di dieci anni. Dopo pochi mesi passati a giocare selvaggiamente, ho cominciato a guardare sotto il coperchio di quella scatola magica. Insieme veniva venduto anche GEOS, il che dava tutta un'altra sensazione all'uso di quel computer, grazie anche alla presenza di un mouse, oggetto che i miei compagni di classe guardavano come un popolano avrebbe fatto con un gatto nero nell'anno mille. È stato grazie a quell'hardware strepitoso che ho cominciato a programmare e a esplorare i meandri di un universo parallelo dal quale a tutt'oggi non ho alcuna intenzione di uscire.

Sono cresciuto con il buon vecchio DOS, dalla versione 3.0, agghiacciante, fino alla 5.0, che sembrava miracolosa; poi, come tutti, dentro il tunnel di Windows, crash dopo crash, driver dopo driver, spasmo dopo spasmo.

Scrivevo in (Turbo) Pascal semplici programmi che disegnavano immagini psichedeliche sulla base di comuni funzioni matematiche, manipolando direttamente la memoria della scheda video. Erano i tempi in cui fra te e la macchina non c'era quasi nulla, quei tempi che Windows avrebbe concluso definitivamente. Gli ambienti di sviluppo erano tutti a pagamento, e se non lo erano, facevano schifo. Alcuni programmi fra i più usati erano freeware, altri shareware, ma rilasciare il codice sorgente sembrava follia e solo qualche parruccone universitario lo faceva, più per sbadataggine che per filantropia.

Poi è arrivata la vera svolta. Nel '95, quando ormai GNU aveva già compiuto dieci anni, Linux ne aveva già quattro, e io ben diciannove, qualcuno mi ha suggerito di provare questa nuova cosa. Si chiamava Slackware e non assomigliava a nulla che avessi visto prima. Quel giorno è stato come scoprire l'informatica per la seconda volta.

Oggi utilizzo solo ed esclusivamente Software Libero. Il virtual server che ospita questo sito usa Ubuntu e tutte le pagine sono realizzate con vim scrivendo il codice HTML/CSS direttamente a mano. Programmo correntemente in C, Perl, PHP e Javascript. Se c'è della grafica qui dentro, e non ce n'è molta in effetti, è stata realizzata con the Gimp.

Eventuali pagine dinamiche ottengono dati da un database SQLite, anche se per progetti più grossini scelgo abitualmente MySQL.

Nel tempo libero mi piace suonare la chitarra. Ho un'acustica Takamine e una Fender Stratocaster. Mi piace leggere e scrivere racconti. Amo fotografare. Inoltre, quando riesco a vincere la pigrizia, può darsi che vada ad arrampicare.